Croatie

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Sabato 18 Luglio 2009

Strano, ieri sera i miei genitori mi hanno spiegato che domani partiremmo in vacanze. Ma non siamo già in ferie da mia bisnonna in Italia a Codognè da una settimana ? No, questa va considerata come una fase di preparazione alle ferie in Croazia. Io a casa della bisnonna avevo già preso le mie abitudini, ma sapevo che ieri sera saremmo partiti tutti e tre in ferie in Corazia. Il papa aveva comprato il navigatore in settimana per non perdersi visto che il viaggio lo avremmo fatto di notte , nella notte di venerdi a sabato. Dunque ieri sera alle 19.30 ho salutato la bisnonna e mio padrino Graziano che era venuto magiare con noi, ed e proprio con il seno di mia mamma in bocca, seduta dietro al Doblo, che ho mandato a tutti un bacio dal finestrino. Direzione la Slovenia, prima tappa di un viaggio notturno di 836 chilometri e circa 10 ore. Guida la mamma, è una calda sera d’estate, il sole che cala sui paesaggi attorno a Trieste è motlo dolce, cosi io decido di addormentarmi. Nel mio sonno sento mamma e papa che dicono che le piccole strade nella campagna slovena sono bucoliche. Durante la notte mi sono svegliata brevemente diverse volte, sempre stupita di trovare nei miei sogni tante tùtù (macchine), moto e camcam (camion). Prima in Slovenia, poi in Croazia, poi in Bosnia e di nuovo in Croazia ci hanno controllato i passaporti diverse volte. Ma sopratutto durante il viaggio sentivo mamma e papa che cercavano disperatamente di tenersi svegli a vicenda, lottando contro il sonno. Nel frattempo a mezzanotte papa ha preso il volante. Cosi alle 3 ho deciso di dare loro una mano, mi sono svegliata e mi sono guardato i Teletubbies e la Piccola Talpa sul lettore dvd portatile : ma questo non è stata una buona cosa per il papa perche la mamma si addormentava davanti ai cartonni animati. Insomma bene o male alle 5.30 siamo arrivati a Orebic costeggiando il mare con paesaggi montagnosi bellissimi nella luce rossa del mattino.

Per l’albergo pero era troppo presto, cosi invece di riposarci siamo andati direttamente in spiaggia e poi nella piscina dell’albergo che aveva l’acqua ad altezza giusta per bambini come me. Ci siamo bevuti una cioccolata calda e poi finalmente la camera era pronta… ma orrenda, vecchia, sporca e piena di ragni. Abbiamo messo sul tavolo un pezzo di banana e 10 minuti dopo c’era una montagna di formiche. La spazzola del cesso un giorno deve essere stata bianca ma oggi era di un colore marrone di caca. Io volevo servirmene da microfono per le mie canzoni improvisate ma quanda la mamma s’è accorta che l’avevo toccata s’è arrabbiatta e l’ha lanciata fuori dalla finestra. La televisione era appogiata a un tavvolo che pendeva e minacciava di cadere. Mamma e papa all’inizio erano molto arrabbiatti, poi si sono detti che comunque la vista sul mare li a pochi metri c’era e che in camera ci avremmo passato il meno tempo possibile.

Dopo una siesta tutti e tre sul lettone siamo partiti a fare un giro a Orebic, passando per il lungomare. Il paesino è carino e quieto, le montagne grigie che cadono nel mare sono molto sorprendenti. Io nel passeggino sul lungomare mi sono presa lo schiaffo di un’onda e mi sono messa a piangere. Ma poi quando ho visto passare una nave enorme che collaga Orebic all’isola di Korcula, ho ritrovato il sorriso. A mezzogiorno abbiamo mangiato in un ristorante delizioso, io non ho lasciato quasi niente a mamma e papa del risotto al nero di seppia che avevamo ordinato. Ma poi di secondo hanno portato un piatto di pesci e frutti di mare misti in quantita pazzesche che non siamo riusciti a finire. Comunque io le mie pattatine e i miei gamberetti fritti me li sono mangiati tutti. Dopo pranzo abbiamo fatto un po di spesa e siamo tornati all’albergo. Poi sono andata a giocare in piscina e mi sono fatta degli amici, in particolare una bambina con chi giocavo mano nella mano. Papa voleva portarmi nel mare ma c’era troppo vento cosi abbiamo rimandato l’appuntamento. Tornata in camera mi sono quasi addormentata completamente per la notte ma verso le 8 siamo usciti mer andare a mangiare nel ristorante dell’albergo visto che eravamo in mezza pensione. Ho mangiato un piatto intero di zuppa ai funghi e ho ritrovato la mia amica del pomeriggio, l’ho presa per mano di nuovo e abbiamo corso in tutta la sala fra le tavole. In camera di nuovo, e questa volta mi bastano pochi minuti per addormentarmi profondemente.

Domenica 19 Luglio

Ho dormito bene nel mio lettino ma alle 4.30 mi sono svegliata e ho chiamato mamma e papa. Su tutti dunque. Anzi sopratutto mamma, perche papa si è riaddormentato subito. Ho giocato, letto il mio nuovo libro, quello con i gnomi, aiutato mamma a fare ordine nella stanza. Poi verso le 6.30 papa mi ha portata sul lungomare dove ancora non c’era quasi nessuno. Siamo andati su un promontorio e papa mi ha detto “Guarda come è grande e profondo il mare, stringimi forte forte”.Cosi ho fatto, abbiamo camminato un po e mi sono addormentata nelle braccia di papa che e tornato in albergo , ha preso uno sdraio attorno alla piscina, e si è buttato giù per dormire anche lui mentro io era “a crapoto”. Alle 8 mamma ci ha raggiunti e siamo andati a fare colazione : yogurt con cacao per me. Ero in piena forma.

Poi siamo andati a prendere la nave per visitare l’isola di Korcula, costruita dai veneziani e dove I Croati dicono che sia nato Marco Polo. Era la prima volta in vita mia che prendevo la nave, ero affascinata quando ho capito che andavano in mezzo al mare. Sbarcati a Korcula ho girato la citta sulla schiena della mamma nel nuovo e commodissimo seggiolone Deuter dove mi sono addormentata dopo mezz’ora. Quando mi sono svegliata ero buttata giù nel seggiolone che era stato disteso su due sedie di un bar dove mamma e papa bevevano l’apperitivo. Ho mangiato pane, formaggio e un uovo duro. Poi abbiamo ricominciato a visitare : mi è piaciuta molto una chiesa dove ho giocato a nascondino per un’ora con i genitori. Verso le 3 ci siamo poi presi un gelato, la signora della gelateria era delizionsa, mi ha ragalato un ombrello miniaturo, io sono andata a pagare da sola ma ho dimenticato di portare in dietro il resto. Di nuovo sulla nave per tornare a Orebic. Delle turiste russe mi guardono ridendo durante il viaggio.

Tornati un albergo sono filata diretta in piscina. Poi una siesta proibita al senno della mamma ! Un po di Teletubbies e giù a mangiare nel ristorante dell’albergo. E difficile trovare un bicchiere o una posata che siano puliti. Sono tutti unti e incrostati di sporcizie… pazienza… il papa prima di servirsi la birra lava il bicchiere con l’acqua frizzante ! Zuppa di zucchini, arancie e dolce alle mele, io corro dappertutto e I genitori non riescono a mangiare perche sorvegliarmi è uno sport da competizione. Usciti dal ristorante sulla terrazza dell’albergo c’era una festa organizzata per i bambini tedeschi soltanto. Stavano ballando come dei pazzi, non ho potuto resistere, sono andata anch’io a raggiungerli. Ballando mi sono fatta un’amica bosniaca che vive in Belgio, che a soli 9 anni parla già 4 lingue, il bosniaco, il tedesco, il francese e l’olandese. Si chiama Nejla, che pronuncio “Meila”. Quando è stato l’ora di tornare in camera per andare a dormire io urlavo “Meila ! Meila ! Meila !”.

E da allora per tutte le ferie, ogni giorno, alzandomi la chiamai. Mi ero innamorata dal primo minuto.

Lunedi 20 Luglio

Oggi è il giorno della visita di Dubrovnick. Dopo la colazione, verso le 9 siamo partiti in macchina per 2 ore di strada. Ben presto mi sono addormentata per svegliarmi all’arrivo a Dubrovnick. Citta stupenda con dei REMPARTS, sul mare.

Il sole battava forte cosi i genitori volendomi mettere il cappello si accorsero subito di averlo dimenticato. Allora presero una mia mutanda e me la misero in testa. Tutti per strada si giravano a guardarmi. Addiritura due ragazzi si sono girati dicendo “real french”, non so se si riferissero alla mia mutanda e a la mancanza di gusto dei francesi nel vestirsi.

Ci è apparso subito che c’era una difficoltà importante : scalini dappertutto e noi eravamo con il passeggino. Siamo comunque riusciti a scendere per la strada fino al centro della città e abbiamo percorso la via principale chiamata “stradon” come in dialetto veneto. C’era tantissima gente, tanti negozi, tanti picioni dietro i quali correvo, cosi ci abbiamo messo un bel po ad attraversarla e ad arrivare al porto. Li abbiamo chiacherato con una coppia di frnacesi da Courbevoie, poi lasciando il porto siamo saliti un po fino ad arrivare a una piazza con una chiesa grandissima, abbiamo fatto un giro del quartiere e siamo tornati sul porto per mangiare. Ho ordinato un piatto di calamari fritti solo per me, era il primo “menu bambino” della mia vita. Erano eccellenti. Poi come dessert la mamma a preso un gelato e me ne sono mangiata parecchio. Durante il pomeriggio abbiamo visitato le strade parallele al Stradon.

Poi siamo ripartiti per Orebic. Il papa, con il finestrino abbassatto faceva foto ai paesaggi. La mamma dice che in questo posto, con tutte quelle isole disperse nel mare, gli sembra di essere sulla luna pittuosto che in terra. A papa invece le isole fanno pensare a delle montagne che sarebbe stato sommerse dalle acque e soltanto le cime più alte si sarebbero salvate per restare all’aria sotto la luce del sole. Arrivati in albergo, dopo mangiato, ho ritrovato Nejla. Abbiamo ballatto e giocato. Nejla mi piace proprio tanto, mi affascina, sono intimidita.

Martedi 21 Luglio

Cronaca di un giorno ordinario. Giornata di farniente. Lunghe ore in piscina dove ho giocato con i bambini di una famiglia tedesca. Un ora con i bambini tedeschi a fare disegni : li ho ritrovato Nejla che mi ha aiutata a ritagliare una corona sulla quale abbiamo scritto “Ester e Nejla”. Una passeggiata a Orebic per mangiare : stesso ristorante del primo giorno ma io ho dormito e mi sono svegliata urlando, la mamma era partita a ritirare soldi, papa che era rimasto solo con me era spaventato.

Poi mamma e papa si sono fermati in un supermercato per comprarmi un secchio con tutto il necessario per costruire castelli di sabbia. Festa di nuovo con i bambini dell’albergo la sera e a nanna.

Mercoledi 22 Luglio

Siccome lunedi a Dubrovnick con il passeggino non avevamo potuto vedere la città dall’alto delle mura abbiamo deciso di tornarci. Quel giorno, mentre stavamo andando al ristorante dell’albergo per la colazione, papa si e fermato di colpo : nell’erba c’era un gran serpente a meno di un metro : da allora ogni volta che passiamo attraverso la pineta stiamo molto attenti. All’arrivo a Dubrovnick sono salita sulla schiena del papa nel seggiolone, abbiamo preso il biglietto per accedere alle mura e siamo saliti. Da una parte la città con I tetti di tegole rosse, dall’altro il mare. Con la mano mostravo fiera tutte le navi che vedevo all’orizonte. Dall’alto vedevamo tutte le terrazze con la pigra vita estiva dei turisti e degli abitanti che a quell’ora, mezzogiorno circa, s’erano già rintanati al fresco all’interno delle loro case. Sulle rocce in controbasso scorgo una ragazza che si sta abbronzando, sola al mondo, e dall’alto mi sembra più piccola di una formica. Il giro della città pero è lunghissimoe comincio ad annoiarmi, e lo faccio sapere. Mamma e papa mi corrompono con un bel pezzo di pan di spezie. Verso l’una scendiamo in città e ci dirigiamo verso il porto in direzione del ristorante dove avevamo già mangiato lunedi. Ho ordinato di nuovo il menu bambini con i calamari fritti. Come dessert la mamma ha ordinato le crespelle al cioccolato. Prima di ripartire abbiamo fatto un’ultima camminata. E ritorno a Orebic.

Giovedi 23 e Venerdi 24 Luglio

Le due ultime giornate a Orebic abbiamo deciso di trascorle tranquillamente in albergo.

Giovedi siamo scesi in spiaggia, ho incontrato un bambino e come al solito quando incontro un bambino sono andata a prendergli tutti i suoi giochi. Il piccolo Emmanuel aveva un secchio bellissimo, ma era piu grande e piu forte di me cosi il suo secchio è riuscito a prottegerlo efficaciemente. Il suo papa è intervenuto per chiedergli di imprestarmelo. Con questa scusa mamma e papa hanno fatto conoscenza con I genitori di Emmanuel, una giovane coppia croata. Il padre parlava italiano perche era un ex calciatore del Pescara. Ora pero aveva preso un po di pancia. Sembrava molto simpatico a papa fino che non scoprisse che lui tiffava Milan. L’incontro è finito li.

Venerdi mattina presto siamo andati in spiaggia nel centro di Orebic e ho incontrato il piccolo Moreno, 4 anni. Abbiamo giocato insieme con la sua piccola nave di plastica. I suoi genitori e i miei si sono messi a chiaccherare, loro erano di Zagabria e tutti gli anni veniva sulla costa della Dalmazia in un posto diverso per scoprirla tutta. Parlavano del littorale croato con grande entusiasmo. Ma anche della Croazia in generale, dei parchi naturali, delle kamenice di Peljesac, del Digac di Potomje… Lui è violonista nell’orchestra nazionale croato a Zagabria. Ci siamo scambiati gli indirizzi. La mamma di Moreno ci ha offerto dei biscotti fatti da lei, quelli al cocco erano deliziosi, non mi fermavo più. Erano proprio gentilissimi.

Ma la cosa più importante in questi due giorni è stato l’addio a Nelja. L’ho vista giovedi tutta la giornata in piscina. Mi ha dato il coraggio di fare i salti in piscina, quella per i grandi. Dal bordo della piscina mi tuffavo con papa a recuperarmi. La imitavo. Se mi guardavo ero fiera. Poi l’ho rivista alla festa del giovedi sera senza sapere che poi non l’avrei rivista più. Ero timidissima con lei, stringevo forte papa con le mie braccia quando la vedevo. Cercavo di nascondermi. I giorni seguenti la chiamavo dolcemente. Ma mamma e papa mi hanno spiegato che lei era ripartita in Bosnia o in Belgio con i genitori. Il venerdi mattina abbiamo incontrato la mamma di Nejla sul lungomare, ci ha detto che Nejla stava ancora dormendo. Io da allora quando penso a lei e la chiamo sono rimasta sull’idea fissa che lei non c’è soltanto perché ancora sta dormendo, come lo disse sua mamma quella mattina e cosi dico invariabilmente : “Nejla, Nejla ? Nelja dodo, a mamma papa, Nejla dodo”.

Addio Nejla.

Sabato 25 Luglio

Oggi ci siamo svegliati presto. Mentre io e la mamma facevamo colazione il papa preparava la macchina perché dovevamo trasferirci a Pirovac per la nostra seconda settimana in Croazia. Circa 4 ore di macchina ma abbiamo previsto di fermarci per visitare Spalato dove c’è il palazzo dell’imperatore romano Dioclezio (?). Alle 11 siamo arrivati a Spalato, abbiamo percorso il mercato e attraversato il vecchio centro storico in cerca di un ristorante indicato nella guida e chiamato “Sperun”, in una piccola via vicino al porto. Appena entrati il cameriere gentilissimo si è occupato di me, ho giocato e mi ha anche portato un biscottino. Questo ristorante già mi piace molto ! E piace tantissimo anche a mamma e papa che per la prima volta sembrano davvero felici di quello che mangiano in Croazia. Di primo abbiamo preso il tono in carpaccio e un piatto di prosciutto crudo della Dalmazia. Tutto molto buono dicono i genitori, io non ho assaggiato niente perche nel frattempo il cameriere ha portato un’altro biscottino e per il momento a me basta cosi, ci sono delle priorità nella vita. Visto che il cameriere è cosi gentile, io mi sento a mio agio e corro urlando in tutto il ristorante. Poi infilo i zoccoli di legno molto rumorosi della mamma : a quel punto due vecchiette si girano e mi chiedono di fare meno rumore, brutte vecchie intolleranti alla gioventù ! Arriva il piatto di pasta del papa, i spaghetti al nero di seppia, buonissimi, li mangio con la forchetta come una grande, ma i denti e il viso si colorano di nero. A un certo punto il cameriere s’è arrabbiatto col papa perche gli rispondeva sempre in italiano : c’era stata un’incomprensione, lui pensava che fossimo francesi tutti e tre e che il papa facesse confusione tra il croato e l’italiano.

Dopo mangiato siamo saliti a vedere una vecchia chiesa “romane”, c’era una salita importante da fare a piedi con scalini (dunque il passeggino era da sollevare a mano) sotto il sole alle 14 con oltre 30 gradi, e per poco al papa che aveva bevuto tre caffè non veniva un malessere. Che idea ha avuto la mamma di fare tutta questa salita per una minuscola chiesina, per di più non si poteva neanche visitarla perche era chiusa al pubblico ! Poi siamo scesi di nuovo in città. Visita della cattedrale, due guardie vestite come ai tempi dell’impero romano mi passano vicino, io li guardo stupita. Ma non mi fanno impressione, cosi come non mi intimidiscono mamma e papa che mi chiedono di stare ferma e di seguirli : sono infernale e un po gli rovino la giornata mettendomi a urlare quando mi dicono di fare la brava. C’è aria di crisi. Mi calmo un po per la visita del tempio dove tocco tutte le parti del corpo (occhi, bocca, mani, piedi) di una statuetta quando la mamma lo chiede. Il guardiano del tempio all’entrata mi aveva regalato un wafer, cerco di chiederne un’altro unscendo ma se ne accorge il papa, che ringrazia e rifiuta l’offerta del signore. Cattivo papà ! Poi terzo cambio-caca della giornata : da quasi un mese non ho più bisogno di pannolini : ma il viaggio in Croazia ha complicato le cose perche siamo poco in albergo e passiamo le giornate a correre a destra e sinistra, dunque sono costretta a rifare le mie cacche nei pannolini. All’inizio mi sono lamentata ma cosa vuoi fare, quando hai un pannolino ben stretto con una gonna sopra… Mi agito in tutti i sensi ma i genitori restano insensibili alla mia richiesta di un vasino portatile. Ci siamo dunque fermati in un bar di Split appena fuori dalle mura, ma cambiare un pannolino in un snack bar più o meno pulito in un lavandino con acqua gelida sul culo è proprio fastidioso. Ho dei motivi di lamentarmi, no ? Prima di ripartire per Pirovac dobbiamo fare il pieno di diesel. Papà chiede consiglio a un signore in strada che decide di salire in macchina con noi per mostrarci il benzinaio più vicino. Parla bene italiano, ci lascia la sua carta da visita perché affitta appartamenti a Spalato. Lo raccompagnamo a casa sua e filiamo a Pirovac. La costa e i paesaggi come al solito sono molto belli. C’è un po di apprensione per l’albergo, mamma e papa che sono rimasti molto male di quello di Orebic sono tesi. Ma appena aperta la porta della camera, dalla porta finestra vediamo il tramonto sul mare con quattro o cinque barche, corriamo sul balcone, che spettacolo ! La camera è bella e spaziosa. Hurrah ! Allora subito al ristorante a vedere com’è. Tutto apposto anche li. Si mangia molto bene, la carne e il pesce è di ottima qualità, ci sono delle polpette di carne incredibilmente buone. Io mi mangio il gulasch. La cameriera è gentile e viene a parlarci in italiano. Pero… pero niente puo rimpiazare Nejla : qui non c’è più, io la chiamo, triste e già nostalgica. In questo albergo non ci sono neanche le feste (“boom”) dei bambini tedeschi. Pazienza non si puo sempre tutto avere.

Domenica 26 Luglio

Nel mio lettino adesso la mattina so riposarmi anche quando sono sveglia. Di solito a casa appena apprivo gli occhi urlavo perche mamma e papa venissero a prendermi. Oggi mi sono messa in piedi e ho guardato a lungo in silenzio la mamma e il papa che ancora dormivano. Poi dopo un po mi sono accorta che anche loro mi guardavano, ci siamo datto dei bacioni e la giornata è iniziata nel migliore dei modi. La colazione in albergo è buona : cereali al cioccolato, yogurt alla fragola, succo di ananas, cioccolata e dolci caldi !

A un’ora di macchina oggi siamo andati a visitare la città medioevale di Trogir. Per strada abbiamo visto un balletto di aerei anti-incendio. Appena arrivati a Trogir verso le 10, la mamma mi ha comprato un gelato alla banana : impazzisco talmente che non accetto neanche che la mamma si avvicini al cornetto. E l’inizio di un giorno difficile pieno di crisi e di capricci come li definiscono i miei genitori talvolta arrabbiatti, talvota disperati. Facciamo un primo giro della città, con la sirena Ester accesa. Vediamo due navi meravigliose nel porto, che sembrano delle macchine di lusso, probabilmente appartenenti a qualche miliarario di passaggio. Dopo pranzo abbiamo visitato la cattedrale : il PORTAIL è magnifico con Adamo ed Eva su due leoni che io mostro molto fiera, cerco anche di salire su quello di Eva. All’interno la cappella FUNERAIRE di BIENHEUREUX JEAN DE TROGIR” del rinascimento. Poi mamma e papa salgono sul campanile della cattedrale con le scale tanto strette e con la veduta nel vuoto che è da vertigini.

Dopo di Trogir e prima di tornare in albergo abbiamio previsto di fermarci anche a Sibenik. La cattedrale è stupenda anche li ma soprattutto c’è una gran piazza all’ombra dove posso giocare e correre come una matta, un po dei mei crackers li do anche ai picioni di Sibenik.

Tornati in albergo siamo andati a mangiare e qui voglio descrivervi una scena. Nel primo albergo la settima scorsa a pena il buffet era aperto, i tedeschi si precipitavano come dei selvaggi sui dessert, prima ancora di avere cominciato il primo. Siccome c’erano quasi solo tedeschi sembrava anche normale. Ma ecco questa sera vedo due donne appena arrivate in sala pranzo correre come delle pazze in direzione dei dolci e svuotare tutto. Intorno tutti stavano tranquillamente mangiando la zuppa. Erano due tedesche. Forse sarà un caso, non voglio neanche accanirmi contro i tedeschi. Questa sera c’è anche un concertino, ma non è una vera boom per bambini, è soprattutto per gli adulti, e poi senza Nejla non è una vera festa.

Lunedi 27 Luglio

Oggi è un giorno di riposo, si resta a Pirovac. Dopo la colazione ci dirigiamo in passeggino verso il centro del paesino. In centro ci fermiamo al mercato e compriamo uva che mangio chiamandola “gateau” il che significa che mi piace molto. Nel paesino ho giocato con dei gattini perche la gente è antipatica, io saluto tutti e mai un sorriso in ritorno. Poi un gelato che dovevo condividere con la mamma e che mi sono mangiata da sola e a casa. Solo che tornando indietro io nel passegginonon volevo restarci e mi sono agitata tanto che ho staccato e perso un pezzo della cinghia del passeggino, senza che i genitori se ne accorgessero. Il papa ripercorrendo la strada lo ritroverrà a fine pomerriggio. Questa mattina poi mamma prima e papa dopo sono andati a farsi massaggiare da una signora in albergo, un’ora ciascuno. La mamma era contenta ma papa quando è tornato ha detto che gli era sembrato di farsi torturare, la signora spingeva troppo forte, ed ora papa aveva mal di schiena, male alle braccia, male a un polpaccio, male dapperttutto insomma !

Il pomeriggio siamo andati a Murter a informarci per una gita sulla isole Kornati. Starada facendo ci siamo fermati sulla costa per fare un bagno. Un giornata calma insomma.

Ne approfitto per segnalare dei particolari del nostro albergo : daperttutto sui muri ci sono foto di navi, cosi io diverse volte al giorno le guardo tutte dicendo “bateau, bateau” e poi “y a encore, y’a encore”; vicino alla ricezione c’è un angolo nel quale vengono messi via tutti i lettini per bambini e io ogni volta che passo davanti penso all’asilo e al mio amico Nathan che chiamo “Tan, Tan”; ultima cosa : al servizio al ristorante sono tutti molto gentili, in particolare Danjela che ci porta la bibite ogni sera, e io in cambio la aiuto a spingere il carrello di cui si serve per sbarazzare i tavoli. A parte qualche eccezione comle Danjela pero, ho notato che in questo paese sono più attenzionati e gentili con me gli uomini piuttoste che le donne che sembrano fredde e distanti.

Martedi 28 Luglio

Due anni. Oggi sono esattamente due anni che mamma e papa si sono sposati (il mese scorso pero hanno festaggiato i 10 anni di vita comune). Hanno gli occhi lucidi. In programma la visita di Zadar. Si comincia con un mercato all’entrata della città, poi una piazza carina che assomigliava a certe piazze di città provinciali italiane. In un angolo c’era un attore che si era travestito da PIERROT LUNAIRE tutto bianco. Lo guardo incuriosito, papa mi propone di avvicinarmi per dargli un soldo ma ha quel punto sono scoppiata a piangere, non so perché, mi ha fatto impressione, eppure mi stava salutando gentilmente con le mimiche e sono anche abituata ormai ad andare a teatro. Il giro della città in un’ora è fatto perche non piace più di tanto ai genitori. Per festaggiare l’anniversario del matrimonio ci siamo fermati a prendere l’apperitivo, bruschette al tonno e martini bianco, “bullia pic pic” (acqua frizzante) per me. La mamma che aveva visto scritto “prosek” sulla carta ha chiesto se si trattasse del prossecco italiano, ma invece era un vino bianco dolce croato che avevamo gia assaggiato un’altra volta e che non ci era piaciuto. Il cameriere è venuto con la bottiglia, fiero, per farcela vedere. La mamma ha ringraziato chiedendo il Martini : per poco il cameriere non le dava uno schiaffo. Poi siamo andati in ristorante, la mamma ha preso i gnocchi al gorgonzola e il papa i soliti calamari. Io non ho assaggiato niente, ero in giornata “no” !

Alle 3 eravamo già di ritorno in albergo. Cosi dopo una siesta abbiamo deciso di tornare sull’isola di Murter quando già il sole stava calando per fare qualche foto ai paesaggi. Si alternavano terre, colline e mare, era bellissimo. Mamma e papa hanno scattatto un autoritratto di loro due, probabilmente per tenere un ricordo della giornata anniversario. Prima di andare a letto mamma e papa mi hanno spiegato che domani avrei passato la giornata su una nave. Ne ho sognato tutta la notte…

Mercoledi 29 Luglio

Oggi è la giornata delle isole Kornati, un arcipelago di isole prottette. La colazione l’abbiamo fatta di corsa perche non volevamo correrre il rischio di arrivare in ritardo all’appuntamento sulla nave. La nave partiva dal piccolo porto di Pirovac. Alle 9 meno un quarto siamo saliti sulla nave, ero in uno stato di eccitazione estremo. Appena partiti ed entrati nella riserva naturale delle Kornati, abbiamo visto un mare di velieri bianchi, sembrava che ci fosse una regata, non avevo mai visiti cosi tanti tutto su un colpo. Poi sono iniziate a sfliare le isole molto caratterstiche delle Kornati, pietra bianca leggermente grigia o gialla a secondo dell’esposizione alla luce del sole, paesaggi aridi con qualche albero di qua di la, le isole sono relativamente piatte e rotonde con avanzate rocciose più brutali ogni tanto. A bordo della nave c’è un po di tutto. Da notare una coppia con la ragazza sudamericana che vestiva una gonna rosso vivo cortissima : si bacciavano in prua alla nave al modo di Leonardi Di Caprio e Kate Winslet in “Titanic”. C’era da ridere. Una coppia di tedeschi sui 60 anni ci guardava storto, che sembrava voler dire : cosa ci fatte su una nave in alto mare con un bébè di 19 mesi ? Perché ero l’unico bebè. Intanto si infilavano le birre l’una dopo l’altra, una cosa incredibile : venire a fare una gita cosi meravigliosa e buttare giù 3 litri di birra in due ! Per fortuna sul tavolo dietro di noi c’era una coppia giovane di italiani sui 25 anni, venivano dall’Aquila. Siccome qualche settimana fa c’è stato un terremotto tremendo con L’Aquila come epicentro. Il papa ha chiesto loro se avessero subito danni umani o materiali. Loro per fortuna non avevano avuto niente, ma qualche amico c’era rimasto. Loro comunque erano simpaticissimi e allegri, e abbiamo parlato di Lione e loro dell’Abruzzo e della sue carni di capra e agnello alla brace molto buone. Dopo mangiato, dall’una alle tre, c’e stata una pausa su una spiaggia di sabbia (di solito ci sono soltanto pietre e sassi) con il mare di un blu verde chiarissimo. Pero tutte le navi dei turisti si fermavano su quella spiaggia e non c’era più un metro quadro disponibile, punto nero su un arcipelago per altro vergine. Per togliermi il sale dalla pelle mamma e papa mi hanno lavata sul ponte del battello con un secchio di acqua. Il pomeriggio è stato un po lungo perche su un battello non c’è molta attività ne molto spazio e mi sono un po annoiata. Allora ho passato un bel po di tempo al seno della mamma. Alle 18 eravamo di ritorno a Pirovac. E prima di addormentarmi quella sera dicevo “bateau” ancora più spesso di quanto non lo facessi nei giorni precedenti.

Giovedi 30 Luglio

Giornata di riposo, un giro a Pirovac al mattino, una mangiata in ristorante, per me calamari e patatine fritte, tanto per cambiare, e un gelato alla vaniglia come dessert. Ho dato da mangiare dei pezzi di calamari ai gattini del ristorante e persino la fine del mio gelato, il che è una prova di generosità immensa da parte mia. Tornati in albergo siamo andati a prendere qualcosa da bere al bar. Li abbiamo fatto la conoscenza di due coppie italiane con I relativi bimbi, tutti e due bilingue italiano francese. Ci è piaciuto particolarmente Lorenzo, un negoziante in vini che per 10 anni ha vissuto in Francia fra Beaune e Dijon, e sua figlia di 4 anni, Irene, un po selvaggia con I suoi cappelli ricci. La sera ho giocato con Samira, la bimba di una coppia tedesca, in riva al mare abbiamo cercato insieme delle conchiglie fino che venisse notte scura. Buona notte.

Venerdi 1 Agosto 2009

Ultima giornata delle ferie croate. Oggi andiamo al parco naturale di Krka. Per me è tutto facile, salgo nel seggiolone sulla schiena di mamma e papa e mi guardo I paesaggi. Siamo andati in macchina fino al paesino di Skradin. Li parcheggiamo e andiamo a prendere il battello che ci porta all’entrata del parco. Il trasferimento in battello è durato 10-15 minuti durante i quali i tedeschi a fianco a noi si sono infilati diversi litri di birra : hanno pagato l’ingresso per un posto magnifico e vengono a ubriacarsi scendendo dalla nave con gli occhi rossi, la fronte piena di sudore e la pancia che tocca per terra : non penso che faranno il giro del parco, li ritroveremmo di sicuro buttatti giù al sole sulla prima spiaggia disponibile. Fanno pietà ! Dopo pochi passi nel parco le prime cascate immense, poi ci addentriamo nel bosco dove troviamo tanti piccoli ruscelli e cascate. Poi di colpo di nuovo una veduta su cascate smisurate eriplendenti sotto il sole rovente. Dopo un po mi addormento. Mi sveglio verso le 11, nel momento in cui riprendiamo la nave per tornare alla macchina. Percoriamo una ventina di chilometri e arriviamo ad un altro ingresso del parco, più a nord. Li dopo una piccola camminata ci siamo fermati e abbiamo fatto il bagno, mamma e papa sono entrati in acqua, con la scarpe perché c’erano pietro grosse e taglienti, fino al centro del fiumicello, li dove c’era una piccola cascata. Siamo rimasti un’ora in quel posto, l’acqua era freschissima e ci tornavamo ogni 5 minuti : con i 40 gradi al sole, sotto gli alberi si stava proprio bene. Terza ed ultima tappa, un’altra entrata ancora a un quarto d’ora in macchina. Il percorso non è indicato per niente, alle 3 arriviamo in un paesino deserto : troviamo un operaio che ci indica la strada per il monastero di Krka. La strada sul finire non è neanche più asfaltata. Al monastero l’atmosfera è proprio monastica, non c’è proprio nessuno ! Il rumore dell’acqua che gocciola lentamente da una fontana e basta. Quindi ripartiamo per Pirovac, io e la mamma ci addormentiamo. In serata prepariamo la macchina per la partenza di domani, sarà un lungo viaggio di 6 ore minimo, direzione Codognè, Italia.

Sabato 2 Agosto

Puntuali alle 7.30 si parte. Io canto un po, un po guardo Piccola Talpa e poi dormo. Quando mi sveglio alle 11.30 ormai siamo vicini a Trieste. Nessun traffico in direzione dell’Italia, ma nel senso della Croazia pero è una cosa spaventosa, macchine ferme in coda per 35 chilometri, a un certo punto hanno addiritura chiuso l’autostrada. Alle 12.30 parcheggiamo sul porto di Trieste e entriamo a piedi nel centro. Un caldo del genere non l’avevo mai provato, faccio fatica a respirare. La città sembra molto bella ma decidiamo di femarci in un ristorante e di limitare la camminata senno si muore. Dopo mangiato gioco per strada con un bambino italo tedesco, la mamma è romana. I genitori e la signora parlano del vivere a Roma perche mamma e papa hanno in progetto nei prossimi anni di andare a vivere in Italia 2 o 3 mesi all’anno per 3 o 4 anni. Ci siamo poi fermati in una libreria per cercare un libro di Tony Wolf, il seguito della prima puntata comprata a Sacile 2 settimane fa, ma non c’è. Usciamo da Trieste, poi Gorizia, Pordenone, Conegliano, San Vendemiano e finalmente Codognè. Dalla bisnonna sono aspettatta di sicuro. Tra poco inizia una nuova settimana di ferie italiane. Quelle croate sono andate. Ci ritroviamo alla prossima puntata… a inizio settembre. Direzione… Gli Stati Uniti d’America, New York.

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